BOSISIO PARINI

Villa Bordone - La Rocchetta di Bosisio Parini

via del Carreggio, Bosisio Parini

La Rocchetta di Bosisio (data di costruzione 1920-1923) fu commissionata all’architetto Aldo Andreani, dall’amico Giovanni Gussoni, collezionista e figlio di un industriale cotoniero milanese.

L’edificio si caratterizza per la sua pianta a farfalla, ispirata ad alcune analoghe soluzioni precedentemente realizzate da Giuseppe Sommaruga.

Questo edificio, collocato in mezzo ad un enorme parco all’inglese, illustra in maniera molto chiara il rapporto di Andreani con l’antico, la rovina e con il cantiere. L’impressione è quella di osservare un castello medievale con tanto di fossato in cui, durante un ipotetico riuso “rinascimentale”, sarebbe stata aggiunta una nuova loggia con colonne tortili in pietra.

Questa loggia non viene ultimata, lasciando in opera a vista tutti gli impalcati lignei del cantiere superiore. Infine, solo successivamente, una sovrastruttura in legname grezzo sorretta da una grande massa litica, termina l’intera costruzione completando così l’edificio.

Internamente il grande atrio è rivestito da apparati e arredi di ordine classico – lesene e capitelli – e prolungato, visualmente e fisicamente, negli ambienti adiacenti attraverso passaggi ad arco fra loro differente.

Andreani – che nel 1920 ha 33 anni – lavora qui a stretto contatto con Alessandro Mazzucotelli, allora uno dei più celebri artisti del ferro battuto, che realizza tutti gli elementi in ferro compreso il monumentale cancello d’ingresso.

La Rocchetta è inserita sull’asse prospettico ai lati del quale è organizzata la proprietà, che comprende la portineria e il nucleo rustico della Cascina Bordone, oltre a numerose essenze arboree quasi secolari.

Dall’esterno è anche possibile apprezzare la sorprendente vetrata metallica convessa a “occhio di mosca” che illumina l’intero ingresso.


Niccolò Tasselli

 

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